5 luglio 2007 — Archiviato in: Generale — WisconsinRat @ 21:59
STAY ALIVE

REGIA: William Brent Bell
CAST: Jon Foster, Samaire Armstrong, Frankie Muniz, Jimmi Simpson, Wendell Pierce, Milo Ventimiglia, Sophia Bush, Adam Goldberg
DURATA: 85′
NAZIONE: USA
ANNO: 2007
RECENSIONE:
Non c’è da gridare al capolavoro con STAY ALIVE. Un horror che ripercorre tutte, ma proprio tutte le idee espresse (con risultati migliori) da altre pellicole del genere. Troviamo nel film dell’esordiente William Brent Bell i meccanismi “mortali” scatenati dalla multimedialità (RINGU / THE RING). Protagonisti imberbi e vittime di un qualcosa più grande di loro (che siano fenomeni irrazionali o adulti troppo “razionali” non fa differenza).
L’implementazione presente in STAY ALIVE è dunque tutta nel sostrato della storia: il Survival Horror, “sublime” genere videoludico (almeno per chi scrive).
La sovrapposizione/combinazione tra realtà percettive diverse (ma non inconciliabili) è l’espressione stessa del concetto di videogame. Concetto che il Survival Horror ha elevato all’ennesima potenza. La permeabilità soggetto/alter ego è in questo genere videoludico massima, per via proprio delle sue caratteristiche intrinseche (si sa: il perturbante, quando stimolato nel modo giusto, diventa una categoria in cui l’astrazione dimensionale diventa un prolungamento del realismo stesso).
STAY ALIVE sfrutta appieno questo assunto di base, rovesciando il campo (il gioco “invade” fattivamente la realtà ), in modo, se vogliamo, banale in termini di costruzione registica e di logica narrativa. Ma con coraggio da vendere. In questo giudizio, il videogiocatore che è in me mette chiaramente all’angolo l’appassionato di cinema. Un po’ come è successo nella mia entusiastica (e criticata) recensione di SILENT HILL. Ma dopo la trasposizione per grande schermo dell’inarrivabile saga videoludica della Konami, è STAY ALIVE il nuovo punto di riferimento per chi cerca quel filo invisibile che lega le emozioni “mediate” del cinema di genere a quelle più “dirette” del Survival Horror.
Vincenzo CarliniÂ

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